La nave della legalità

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"23 maggio 2011 – XIX anniversario della strage di Capaci: Giovanni e Paolo, due italiani"

Migliaia di studenti a bordo delle navi della legalità per ricordare Falcone e Borsellino

 

"Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini."

Giovanni Falcone

 

giovanni falcone  e paolo borsellino con lo sfondo della bandiera italiana

"Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - ha dichiarato Maria Falcone - sono due eroi moderni con un percorso umano e professionale segnato da un altissimo senso dello Stato, la cui missione ha tracciato un crocevia fondamentale nella storia del nostro Paese. Nell'anno delle celebrazioni per i centocinquanta anni dell'Unità d'Italia, la loro memoria, più vivida che mai, accende un riflettore sui valori fondanti delle democrazie moderne. Democrazie che spesso, per raggiungere il loro compimento, si sono avvalse di uomini come loro. Uomini che hanno donato la propria vita per garantire libertà e giustizia. Che hanno saputo interpretare, con grande sensibilità, un preciso momento storico, offrendo a tutti gli italiani un contributo di amore per la propria patria. Chi può negare, infatti, che l'oppressione della criminalità organizzata renda il nostro Paese sempre meno libero socialmente ed economicamente? L'esempio del loro sacrificio significa oggi fare comprendere a tutti, ma soprattutto ai giovani, quanto sia importante credere e difendere i valori della nostra Costituzione. Perché, così come Giovanni e Paolo, nonostante tutto, riuscirono a portare avanti la loro lotta contro la mafia con risultati inediti e straordinari, così noi oggi abbiamo il compito, anzi il dovere di portare avanti la memoria, come atto di speranza nei confronti del nostro Paese."

la nave della legalità

Una delegazione del Liceo Classico "Tito Livio", composta da quattro studentesse di III Liceo e da un'insegnante, ha partecipato alla "Nave della Legalità", un percorso organizzato e promosso dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dalla Fondazione "Giovanni e Francesca Falcone".

La nostra delegazione è partita da Napoli il 22 maggio sulla nave SNAV LAZIO per Palermo; dopo lo sbarco, la mattina del 23 maggio, è stata accompagnata al "Villaggio della legalità" allestito presso la Fiera del Mediterraneo di Palermo, ha partecipato al corteo da Via D'Amelio fino all'Albero Falcone in Via Notarbartolo. Alle 17.58 è stato celebrato il Silenzio commemorativo della strage di Capaci.

L'addio di Napoli e poi,ancora di più,l'addio di Palermo sono stati momenti elegiaci di importante riflessione sul compito di noi testimoni del passato,noi giovani costruttori del domani.La città all'imbrunire, lo stormo di gabbiani e i saluti entusiasti e riconoscenti da terra sono stati elementi che hanno contribuito alla grande commozione e coesione di noi marinai della legalità.

vista del porto di palermo al tramonto

Folla esultante accoglie il gruppo allo sbarco dalla nave

L'accoglienza di Palermo ci ha fatto capire veramente il senso della nostra partecipazione,l'importanza della nostra presenza e ci ha trasmesso l'inesauribile entusiasmo che ha caratterizzato quel giorno di memoria.Una folla di bambini,studenti,scout,insegnanti e autorità ci ha espresso con canti e grida il suo senso di riconoscimento nei nostri confronti.Sbarcando dalla nave ci siamo uniti al popolo dei palermitani,completando quel nostro meraviglioso insieme di italiani,giunti da tutte le regioni dello Stivale,dagli accenti più diversi ma uniti dai grandi ideali e dalla stessa consapevolezza di dover impegnarsi per cambiare il proprio paese.

 L'inizio del corteo è stato il momento di massima tensione:arrivando nello stradone principale,scortati dalle forze della polizia,sotto il cielo grigio e opprimente di una Palermo nella calura del primo pomeriggio,ancora confusi e restii ci siamo imbattuti nel popolo alle finestre-gente di ogni età,dalle facce più diverse,con gli occhi puntati verso di noi e chissà quali pensieri.E allora abbiamo trovato la forza,l'entusiasmo e la voce per manifestare,per chiedere a quei visi di sostenere la nostra lotta contro la mafia.

Possiamo cambiare il mondo con le nostre mani-Lo striscione che apre il corteo                            Gente alle finestre saluta il corteo della legalità

L'emozione di vedere i palermitani stendere lenzuola bianche dai balconi a sostegno di noi manifestanti,vedere le mani battere,i sorrisi aprirsi,la gente cantare,crederci, è stata imparagonabile.Palermo non è mai stata così bella e viva come quel giorno,tappezzata di lenzuoli bianchi e popolata dalla speranza.

Sveva

Legalità, giustizia, libertà, Costituzione, democrazia.

Una nave di giovani, una nave di sogni, la nave della speranza.

Sono giovani di tutta l'Italia e lì comprendi che l'Italia è veramente una, dopo 150 anni ancora una.

Il coraggio e la forza di alcuni ragazzi che si esprimono con una serietà e una profondità che è di pochi adulti ... e parlano col cuore.

L'inno d'Italia cantato tante volte e senza retorica. 

I ragazzi espongono striscioni per il concorso: il mondo che vorrei

Non siamo qui per ricordare - dicono i ragazzi - ma per commemorare Falcone e Borsellino e tutti quelli che sono morti per le loro idee e in estrema solitudine. " Si muore generalmente perché si è soli" - disse Giovanni Falcone.

E poi lo sbarco. Il portellone si apre e i ragazzi e i bambini di Palermo ci accolgono al grido di "Palermo è nostra e non di Cosa Nostra" ... "L'Italia è nostra ...".

La festa dei giovani, sì la festa e la gioia, perché la morte non può vincere, troppo grande è il valore della vita propria e altrui, non deve vincere.

Il corteo da Via D'Amelio fino all'Albero Falcone. La festa si trasforma in un grido, in una città quasi ovattata, immobile, dove tutto si ferma ... alcune bandiere tricolore ... l'intensità del gesto di chi apertamente o sollecitato dalla voce dei giovani, in qualche caso con cautela o titubanza, espone alla finestra un lenzuolo bianco: sono anziani, signore, signori, altri ragazzi, una mamma con un bimbo piccolo che sorride e saluta.

Si commemorano lungo la strada i morti, ma si canta anche, perché "l'Italia vera siamo noi!".

E poi alle 17.58 il silenzio sotto l'Albero Falcone ... era il 23 maggio del 1992. 

Infine il viaggio di ritorno, tutti verso le proprie città. Quei ragazzi così vivi, così generosi fanno parte del quotidiano: sicuramente ce ne sono molti altri capaci di essere veri.

E' questo il nostro futuro.

E' questa la nave della legalità.

Maria

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